domenica 30 settembre 2007

Turbamenti domenicali

h 11.00

Salvietta, dopo essersi svegliata e opportunamente rotolata sul letto per una buona mezz'ora, come vuole la prassi domenicale, si dirige in cucina per prepararsi un caffè.

Salvietta per arrivare all'agognato fornello, deve attraversare la sala.

Le si presenta davanti agli occhi la riproduzione del campo Rom di Ponte Mammolo, tutto accatastato e impilato con dovizia, scatoloni qua e la dai quali spuntano lembi di pannolini.

Sembra sia passato un ciclone.

La Salvietta come Dorothy, segue la strada di mattoncini Lego che indicano il percorso verso la cucina di Smeraldo, verde passato verdura, il frullatore è esploso anche alla mamà.


Mamà: Buongiorno Salvietta! (la sua testa spunta dalla camera del Rubio, nelle mani stringe un pennello, tra le gambe un secchione di vernice)

Salvietta: Buongiorno!

ElRubio: Salvietta, Salvietta, Salvietta


Vengo accecata dal flash di una macchinetta fotografica.

Foto domenicale, momento immortalato: pantaloni del pigiama al contrario con etichetta che spunta in avanti, canotta rossa con i fiorellini, occhiali da professoressa in pensione, segni evidenti di bavetta notturna che la sbrigativa lavata di viso non è riuscita a rimuovere.


Mamà: ElRubio questa notte ti ha sognata, si agitava dicendo “ Salvietta siiii, dai vieni, Salvietta, Salvietta, ancora”.


Salvietta ascolta perplessa la mamà.

L'idea di popolare i sogni erotici di un bambino di 2 anni la turba alquanto.


Mamà: Ha sognato che giocavate a nascondino e appena si è svegliato ha chiesto di te.

Salvietta: Ho bisogno di un caffè

venerdì 28 settembre 2007

Macchine ribelli

Ore 7:30. Questa mattina mi alzo con il NETA, che nella ridente cittadina, equivale all’arrivo degli operatori ecologici con tanto di carro armato del ’15-’18, ereditato dal museo della scienza e in perfetto assetto da guerra (cingoli avvolgenti, motore a benzina, velocità in piano di 12 km/h ). Manca solo la scritta Achtung Panzer.

Bene, dicevo, alzataccia con l’intenzione di sbrigare tutto lo sbrigabile e prendermela comoda (visto che ElRubio sta facendo l'inserimento graduale all'escoleta con la mamà), in perfetto stile bradipo pigmeo, quando un frullatore impazzito, caricato a banana e latte di soja, ha cominciato ad eruttare, manco fosse il Kracatoa, riversando una quantità inverosimile di magma color beige scuro (perché ho voluto salvare la banana dal suo naturale processo ossidativo?) sulle piastrelle bianche della cucina, nelle capillari fessure del piano cottura, nei meandri bui del forno a gas e sul lindo pavimento al profumo di aloe.

Ieri Margherita (nome in codice della donna delle pulizie bulgara) aveva pulito la cucina a fondo.



Oibò- penso -,sbalordita dall’inizio spettacolare

Accipicchia – rifletto-, meravigliata dalla teatralità della scena

Cxxxo! -esclamo-, ho un'ora e mezza per pulire tutto prima che la mamà torni a casa!



Son momenti di disperazione. Non c'è’ via di scampo. E’ un tracollo spazio-temporale. Un disastro inaspettato.

Tento di recuperare la drammatica situazione tamponando il blob con lo scottex casa, l’amico delle massaie e delle perfette casalinghe, pertanto non firma compromessi con estranei, e si lascia divorare dall'innominabile mistura che avanza inesorabile verso gli angoli remoti del monoblocco ad incasso, siliconato a dovere dalle mani esperte di un chirurgo estetico/falegname.

Il mio spirito intrepido e il gusto per la sfida non mi abbandonano.

Brandisco la parrucca di Nick Luciani, aka mocho Vileda, e con fare minaccioso pongo fine all'offensiva del Kracatoa.

Sconfitto il nemico e trascorso un abbondante lasso di tempo, che avrei speso con maggior soddisfazione crogiolandomi nel nulla, mi dedico alla preparazione di un caffè consolatore, con la moka da 6, gentilmente ricomprata dalla mamà.
L’aroma intenso ed inebriante invade l’aria e, mentre mi appropinquo alla caffettiera, per mescolare la nera bevanda (come insegna la tradizione napoletana), un movimento impercettibile del mio braccio destro (perché mi ostino a voler dimostrare di essere ambidestra se sono mancina?), quasi un soffio di vento, e... anche il caffè raggiunge destinazioni non menzionate dall'altlante geografico.

Subisco un contraccolpo emotivo di portata devastante.

Attaccata su tutti i fronti da perfidi utensili da cucina sabotatori del quotidiano.

Non so nemmeno se sono traumi superabili.

Mi rimetto a lavoro, in venti minuti la cucina è come nuova: i fornelli scintillano al tocco dei raggi del sole, le piastrelle e il pavimento gioiscono per il candore ritrovato.

Suonano il campanello, con i calzini gommati, indossati per non creare aloni su pavimento, vado ad aprire la porta.

La mamà fa il suo ingresso tutta sorridente.

MAMA': Salvietta ci facciamo un caffè? Hai dormito bene questa notte, ti vedo un po' stanca...

SALVIETTA: risponde con un mmm mmm alla prima domanda e annuendo alla seconda.

MAMA': Stavo pensando...ieri ho sbagliato a far venire Margherita, dopo tutto questo fine settimana imbianchiamo la casa!

mercoledì 26 settembre 2007

Colazione da Skiffany

Piove, si rimane a casa? Noooo, la temeraria salvietta decide di affrontare i primi timidi accenni dell'autunno maiorchino.

Carico ElRubio sul passeggino.

Come da suggerimento della mamà, si va a fare colazione da “Il Paradiso del Cappuccino”, un luogo dove regna decisamente il buon umore, e dove ci si potrebbe aspettare che Willy Wonka esca sorridendo dalla cucina del bar, brandendo un vassoio colmo di cioccolata opportunamente abbinata al caffè scelto.

Appena mi arrampico sul bancone (ma perchè li fanno sempre altissimi?), tentando disperatamente di farmi notare in modo da poter ordinare, vengo accolta da una ragazza dalla simpatia irresistibile, simile a quella emanata da un orso bruno marsicano che si e’ svegliato con dolori addominali, seguiti da scariche di diarrea.

Ora, già è poco piacevole l'immagine una persona in carne ed ossa che espleta certe funzioni, figuriamoci quella di una pseudo donna-orside, per di più barista, che incurante della clientela, si destreggia maldestramente e svogliatamente con la macchina del cappuccino...italiana ovviamente. Il che è tutto dire.

L'amabile signorina, alla mia, per altro cordialissima, richiesta di un caffé ESPRESSO e di un succo all'arancia NATURALE per ElRubio, risponde con un grugnito e, borbottando qualcosa di sicuramente poco piacevole, entra nella cucina.

Ci siediamo ad uno di quei tavoli che non vedono una spugna dal giorno in cui il generale Schwarzkopf si e’ ritirato a vita privata.

ElRubio si fa inquieto, comincia a reclamare il suo succo, urlando contro la cameriera:

"Dov'è il succo del Rubio?"

In quel momento, lo confesso, ho goduto.

Indossato la maschera da damina finta educata e finta esperta di galateo e, assunta un'espressione seriosa (muhamuhamuhamuahmuah), ho proferito la frase che da bambini si è solita udire dalle mamme.

Salvietta: Come si dice?

Cervello di Salvietta: oh tu stolta donna @!£$&% !

ElRubio: Por favor!

Cervello di Salvietta: imparerà, imparerà....

L’affabile garzona di bottega, la mette sul piano personale, sbatte il vassoio con n.1 caffè gocciolante e terribilmente annacquato, n.2 succo all'arancia, sul tavolo.

ElRubio: Nooooooo!

Rovescia il succo a terra.

Cervello di Salvietta: è più astuto di quanto credessi

Cameriera: guarda ElRubio, guarda Salvietta

ElRubio: E' CADUTO!

Cervello di Salvietta: adoro questo bambino

Salvietta: Mi dispiace...

La cameriera non dice una parola, si volta, si dirige verso il bancone, prende lo straccio, strofina a terra come se volesse lavare l'onta subita.

ElRubio: Salvietta.... cacca!

lunedì 24 settembre 2007

Lolita

Holylove è venuto a trovare la Salvietta. La Salvietta e Holylove, si sono rivisti dopo un mese. Hanno fatto tante passeggiate, si sono seduti al parco a chiacchierare, sono andati a pranzo in un locale della ridente cittadina, circondati da tedeschi che mangiavano con gusto uno strano oggetto dalla forma tonda e schiacciata, condito con altrettanti oggetti non esistenti in natura, che chiamavano “pizza” (con la z dura), e si abbeveravano da un boccale dotato di cannuccia che con ogni probabilità raggiungeva i 70cm. Sfizzi da turista.

Salvietta e Holylove, con lo stomaco pieno ma affamati di ben altre prelibatezze, sono andati alla ricerca di un luogo ove appartarsi, dal momento che la casa della mamà e del papà non sembrava ad entrambi la soluzione ideale, sebbene i due si erano gentilmente offerti di ospitare il di lei ragazzo.

Tempo addietro, la salvietta ed holylove si erano informati sugli alberghi e sugli ostelli più economici della cittadina.

I due, si dirigono nel luogo scelto. Alla reception un “uomo”, il cui tasso alcoolico avrebbe fatto slittare la lancetta dell'etilometro al livello “pre coma”, con l'alito che causava allucinazioni visive e uditive (forse non si trattava d allucinazioni, viste le condizioni igieniche in cui versava l'accogliente ritrovo).


HOLYLOVE: Salve, vorremo una...come si dice stanza?

SALVIETTA: Habitación (ride sotto i baffi, cerettati per l'occasione)

HOLYLOVE: Una habitación, cuanto cuesta por 1 días? (si sta impegnando molto)

UOMO ETILICO: Mmm si ma (guardando me) SEI MAGGIORENNE?

SALVIETTA: Beh, ho 26 anni...(ora non mi stupisce più, una volta me la sarei presa..)

UOMO ETILICO: Sembri una bambina! Comunque 50 euro.


La Salvietta e Holylove si guardano, salutano, si voltano, si dirigono verso l'uscita, quando...


UOMO ETILICO: Ve la tengo per un ora, non ne troverete ad un prezzo migliore!


Salvietta se ne va con lo sguardo altero e dignitoso della Lolita di Nabokov.

Holylove se ne va come il professor Humbert Humbert, demoralizzato e avvilito.

giovedì 20 settembre 2007

Psicologia Gratuita

La mamà, è psicoterapeuta. Sovente riceve posta da dei colleghi e me ne fa partecipe.

Mamà: Salvietta questa sera c'è una tavola rotonda nel locale X con tema: la crescita personale. Ti potrebbe interessare, sarebbe un' occasione per fare amicizie e per esercitare la lingua, non si paga nulla saaaai?

Salvietta: Tanto non ho nient'altro di meglio da fare e poi ...se fosse stato a pagamento non ci sarei andata saaaai?

Mamà: Poi mi dirai la tecnica utilizzata dalla collega, sono curiosa

Salvietta: Ahhhh me l'hai proposto con il segreto intento di usarmi come spia del nemico

Mamà: Noooo che dici. Però non dire che lavori per me...

Salvietta: Ok, ciao mamà Mata Ari va in missione


Arrivo puntuale, locale apprezzabile, atmosfera rilassante, tutti i presenti a bere tisane che fumavano dentro uno strano bricco posto su ogni tavolino, con una resistenza riscaldata da una candela che contribuiva a mantenere una temperatura prossima al punto di fusione del piombo.

Nel liquido verd-gial-marrone strane entità galleggiavano gaudenti.

La psicologa franco-tedesco-elvetica, nonché moderatrice dell'incontro, accoglie i partecipanti con il sorriso di chi, per affrontare la serata al massimo della forma, ha trascorso il pomeriggio dall'igienista dentale: gengive rosse stabilo boss e denti catarifrangenti.

Una sorta di Fanny Ardant, mora dagli occhi cerulei, con tanto di bodyguard/segretario reggi microfono, tale Ernesto, un bel pezzo d'uomo canuto, anche lui con l'occhio ceruleo.

Mentre Ernesto comincia a distribuire dei fogli di carta, Fanny spiega lo scopo della serata:


“io non interverrò mai, non parlerò, non vi psicoanalizzerò, non vi giudicherò, non pretenderò di insegnarvi nulla, non risolverò i vostri problemi. Sarete voi i protagonisti, comunicherete le vostre idee, i vostri pensieri, le vostre opinioni...”


Salvietta dentro di sé: mublemublemuble.

Salvietta osserva l'ambiente incuriosita da cotanta spiritualità, accanto a lei un'amabile signora, Magda per gli amici, per me solo señora Magdalena.
Sulla sinistra la donna Nulla, una biondina sobria, timida, probabilmente muta, visto che non ha proferito parola, quasi certamente sorda, dal momento che, ad un mio saluto, si è girata dall'altra parte.
Due sedie più in la Kammamuri, seduto in mezzo a Signorinadaifacilicostumi e Signorinaioilcostumenonloportoproprio: il trio Yoga praticante, al quarto stadio di evoluzione, fedele alle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell'anima con l'universo. Colui che segue e pratica il cammino dello Yoga è chiamato yogin, le donne sono dette yogini. Al quarto stadio i pokemon si evolvono e cambiano nome.
Segue la carrelata dei partecipanti, la donna Impulsiva, l'uomo Depende, Pochaontas e non poteva mancare il Mario Merola mallorquino.


Dopo la presentazione, ciascuno ha dovuto prendere il microfono pronunciando nome, provenienza, via, cel, codice fiscale, problemi esistenziali...


Seduta di tisanisti anonimi.

Salvietta dentro di sé: mublemublemuble.


FUNNY: annotate sul foglio cosa significa per voi “crescita personale”

TUTTI: scrivono.

SALVIETTA: guarda Ernesto.

ERNESTO: guarda Salvietta.

SALVIETTA: mublemublemuble.

ERNESTO: ride

SALVIETTA: Señora Magdalena, ho scritto bene? Parlo male ma scrivo peggio...

SENORA MAGDALENA: Ma no che dici sei bravissima, muy bieeeeen!


Tutta l'attenzione si sposta sulla sottoscritta, tutti gli sguardi sono posati su di me e sulle mie parole che alle loro orecchie mallorquine, dovevano sembrare di una cacofonia assoluta. Il mallorquino, non parla spagnolo, parla MALLORQUINO, una lingua (se lo si osa chiamare dialetto ti lapidano all'istante), che mischia catalano e sardo.

Mia nonna capirebbe tutto.

Funny si sente spodestata, una straniera le ha usurpato il trono. Per recuperare l'attenzione dei suoi adepti, riesce a trasformare il significato del mio soggiorno sull'isola in viaggio spirituale alla ricerca dell'anima universale che lega tutti gli esseri viventi in un abbraccio cosmico che bla bla bla bla.

La Signorinaioilcostumenonloportoproprio, ci delizia parlando di quanto si sentisse in sintonia con la natura, mentre, arpionata ad uno scoglio, le onde cercavano di rimuoverla da quel luogo magico. Ma lei no, imperterrita lottava come Prometeo per fondersi con la roccia, con il sole che bruciava sulla pelle e i capelli (4 peletti biondi, con riga in mezzo), che fluenti le circondavano il viso...


Salvietta dentro si sé: mublemublemuble


L'effetto della tisana svanisce, l'incontro termina.

Funny, si alza in piedi e volteggiando come una farfalla nel suo kafkano, prende un cesto, lo porge ad Ernesto pronunciando la seguente parola: VAI!

Il cesto era per le offerte libere.

Salvietta si alza, ringrazia, saluta tutti, tutti ringraziano e salutano salvietta, salvietta infila la porta e si incammina verso casa.


MAMA': Daiii racconta, com'è andata ti sei divertita? Dimmi tutto, come si è svolto l'incontro, non ti interrompo, parla! Voglio sentire le tue impressioni, le tue opinioni, le tue sensazioni, le tue idee...


SALVIETTA: Mi stai a fregà, dov'è il cesto per le offerte?

lunedì 17 settembre 2007

"II gallo prima di cantare batte tre votte l’ale" ( il mio no)

Questa mattina, mi sono svegliata con il Gallo.

Non il simpatico animaletto dotato di cresta che scorrazza per l'aia e che si diletta a rincorrere le giovin chiocce, bensì con una martellante melodia che ricordava vagamente il verso del gallo, direi più di un cybergallo dal momento che il suono riprodotto aveva delle evidenti analogie con la voce di Megatron, insomma un gallo Transformer, opportunamente collocato all'interno dell' Arca di Noè della Chicco.

Un marchingegno mefistofelico munito di un pannello elettronico con tante affascinanti possibilità di gioco: 1. centro attività con voci degli animali, melodie ed effetti sonori; 2. tastiera con 8 tasti che si illuminano guidando il pupo nella composizione di allegre melodie pre-registrate, nonché 3. RU-O-TE SCORR-E-VO-LI.

Funziona con 2 batterie AA da 1,5 volt.


FUNZIONAVA.

domenica 16 settembre 2007

Dolci sonni e piacevoli risvegli

Amo questa ridente cittadina perché nel gradevole tepore di un alto forno ci si sveste, così posso andare in giro con abbondanti scollature che (non) mettono in mostra il mio (inesistente) decolté , esponendo la mia pelle ai raggi UVA, tornando a casa con i vestiti tatuati sull'epidermide umidiccia e il viso color melanzana.


Amo questa ridente cittadina perché la notte devo dormire con la finestra spalancata alla ricerca di un soffio di vento o una casuale corrente ascensionale che mi dia refrigerio.


Amo questa cittadina soprattutto perché nel palazzo di fronte c'è un brioso locale aperto fino alle 3 di notte, dal quale provengono voci baritonali, canti gospel intonati dal coro “AmiciDellaBirra” (AmigosdelaCerveza) sullo stile di “e le toccai i capelli lei mi disse non son quelli vai più giù che son più belliiiiii”, e mi addormento sulle note di una dolce ninna nanna:


Un suono che pesca nelle profondità viscerali della specie e che ha in sé una potenza che precede la civiltà e forse la costruisce.


Una gara di rutti
Con proclamazione del vincitore.


Il grande leone marino si erge sul suo scoglio della costa della Patagonia, senza nient'altro intorno se non il proprio grido a simboleggiare la sua forza di capo branco.


Boato del pubblico, senso di liberazione, esplosione di applausi.


Amo questa cittadina perché è bello svegliarsi con il suono del campanile della cattedrale la domenica mattina alle 8.00, aprire gli occhi e osservare il mondo attraverso la finestra ancora spalancata e accorgersi che la famiglia che abita nell'appartamento di fronte ti spia, forse sconvolta perché dormi con la finestra aperta, incurante di indossare solo reggiseno e mutande.



O sarà mica che i pelazzi sulle gambe si vedono anche da lì?

sabato 15 settembre 2007

Cin-Scount

Oggi è uno quei giorni tediosi che fanno presagire un week-end da pensionato: caffè, quotidiano, bar, partita a carte. Solo che il caffè è finito, il quotidiano è stato sostituito dalla sua versione virtuale, il bar e la partita a carte, osservate dalla finestra della mia camera.

Tipica giornata da virtuosa dell'ozio: clima tropicale, 32 gradi all'ombra, 100% di umidità, 5 minuti di pioggia rossa, 5minuti di sole, giusto il tempo necessario a far attecchire la sabbia alle auto.

Ma si, usciamo.

Non si sa mai, potrei rimanere bloccata in casa per la formazione di un tornado sulla tromba delle scale o, ancora peggio, una tempesta di sabbia potrebbe modificare radicalmente l'assetto urbanistico dell'isola.

Si va al supermercato, almeno li c'è l'aria condizionata e male che va, posso spiaccicarmi vicino al banco frigo, sperando che non sia rimasto vacante quello del pesce.

Stufa del solito luogo d'approvvigionamento, decido di optare per un discount situato a due isolati da casa, zona Quartiere Cinese.

E naturalmente, eccola lì, cacchiata fuori come i funghi nei giorni di pioggia, un antidoto al mio tedio, la pulzella d’Orleans nipponica: la giapponese in zona nemica, con l’ombrellino rosa con tanto di merletto in pizzo, che non sa come procedere, bloccata in mezzo al marciapiede, che fa le faccette manga.

Caspita! Una folata si è infilata in mezzo alle gambe a ferro di cavallo e ha divelto l’ombrello.

La fatina del sol levante si fa coraggio, punta i piedi per terra, mette su la faccia di Sailor Moon, e usando l'ombrello a mó di scettro lunare cerca di aprirsi un varco.

La folla le passa accanto con disinvoltura. Lei, combatte, urta un passante, scivola rovinosamente a terra.


Sailor Moon amica Sailor Moon
con la luna sai, vedi sempre dove vai!*


Entro nel Cin-scount: corsie dalla tipica architettura da mulattiera sarda, con tanto di balle di pelo di pecora rotolanti in terra, con scaffali ricolmi di prodotti non meglio identificati (sia perché la forma e l'aspetto erano irriconoscibili all'occhio umano, sia perché mancavano le etichette), potenzialmente radioattivi, sicuramente tossici.

Indugio sempre con una certa curiosità di fronte allo spettacolo del cibo trash, confezioni dai nomi abilmente costruiti per far aumentare la salivazione inviando al cervello sms subliminali.

Per farvi un esempio e far scaturire nei vostri cervelli un desiderio ossessivo di cibo, porterò alla vostra attenzione il caso della cucina cinese.

Involtini Primavera.

Il nome potrebbe ricordare il profumo dei gelsomini in fiore, una brezza che ti accarezza la pelle, il calore avvolgente del sole, ma il colore è quello dell'edera in stato di arsura, l'odore quello della verza amalgamata con cipolla e tranci di suino, la consistenza n.p., l'uso polivalente: dai bigodini per capelli, al ripieno per il vitel tonnè. Sconsigliato spacciarli per cannelloni.

Il bello è che piacciono a tutti. Anche a me.

In ogni modo, mi sento in dovere di segnalare la pelle di pollo fritta con salsa ai peperoni, il gazpacho con ravano e aglio, le patatine fritte in salsa barbecue, una specialissima salsa dal sapore affumicato come quello di copertoni bruciati.

Sarebbe una grave mancanza non aggiungere alla lista, i palitos, tranci di canna da zucchero privati di buccia e stipati in barattoli di vetro immersi in salamoia, nonché il ghfjhjkhg (non ricordo il nome ma la serie di lettere rende bene l'oggetto in questione), un blocco sferoidale di fjdfhdjh dal peso specifico dell’alabastro.


Ora, con l’acquolina in bocca, dopo aver passato in rassegna tutte queste prelibatezze mi dirigo a casa: la mamà ha cucinato il pollo arrosto con le patate.

* TITOLO : Sailor Moon CANTATA DA: Cristina d'Avena AUTORE : Alessandra Valeri Manera, C. Carucci, non sia mai mi appropri di testi altrui...

Regreso desde Ibiza

La mamà è tornata. Il volo è partito con un ritardo di 2h30. Stremata, nervosa, affamata, viene a salutarmi e a ringraziarmi per il lavoro svolto.


Mamà: vuoi del caffè? Io sono a pezzi.
Salvietta: l'ha fatto il papà o lo serve soltanto?
Mamà: lo serve
Salvietta: allora si
Mamà: impari alla svelta


N.B. Il papà utilizza una miscela di caffè colombiano solubile: 2 cucchiaini in acqua bollente per una tazza gigante.


W la moKa


P.S. La mamà mi ha portato un regalo: vestito stile ibizenco, colorato e fresco. Sono commossa, sul serio.

giovedì 13 settembre 2007

La comida afrodisiaca

Ora di pranzo: la salvietta ha dato prova delle sue doti culinarie, presentando a ElRubio una composizione che fondeva cucina bio (hamburgher di soja con carote) e cucina Mia (purea di patate e pomodori).

El Rubio: ¡Que bueno!

Salvietta: Sono contenta che ti piaccia (sorriso a 32 denti, 28 eliminando le capsule, sono sincera).

.

.

Silenzio


Mi prende il viso tra le mani, si avvicina, mi stampa un bacio sulle labbra.


Salvietta: Grazie! Ora però finisci di mangiare, ecco cosi, ultimo boccone...BRAVISSIMO!!

ElRubio: Salvietta...(gaia risata)...¿otra vez? (un'altra volta?)


Bacio numero 2.


E se avessi cucinato le lasagne?


mercoledì 12 settembre 2007

E amore fu...

h.20:30
Il papi in cucina che riscalda il pollo arrosto con le patate, comprato da me.
El Rubio si diletta a saltare come un acaro impazzito che ha ingurgitato un palloncino d'elio (per via degli strani suoni che riusciva ad emettere), con in mano la SMA e la Escavadora. Prende la mira, indietreggia, manca il bersaglio.
Invece di scoppiare in lacrime, si alza, si dirige verso la sottoscritta, sguardo fiero e passo traballante (si è fatto fatto proprio male):
(colonna sonora: Mago Pancione)
"Salvietta, ELRubio (si rifersisce a se stesso in prima persona) è un bambino grande. Mi sono innamoratAAAA (le coniugazioni, i generi e i numeri non sono ancora il suo forte) di teeee (ripesca Gino).
(A alulì aulè tulilè mblem mblum fine Mago Pancione )
That's amore.

Cuore di mamma

La mamà è partita per Ibiza.

Nervosa, triste, agitata perchè convinta che ElRubio possa sentire talmente tanto la sua mancanza da odiarla al suo ritorno.

Presa la SMA, la POR e la ESCAVADORA (recente presente del papi), la scortiamo fino alla fermata dell'autobus. Ci saluta con l'occhio lucido in preda ai sensi di colpa per l'abbandono del pargolo. Lo abbraccia, gli dice che gli vuole tanto, ma tanto bene, che tornerà presto, che lo chiamerà spesso, lo bacia un'infinità di volte.

ElRubio la osserva passivo. Si volta verso di me: "¿Vamos al parque?"

martedì 11 settembre 2007

El Corte Inglés


Sabato. Fatta la doccia, idratata con olio che, a detta delle indicazioni sulla confezione non dovrebbe ungere, quindi, assunte le sembianze di una bodybuilder prima della performance, effetto antiscippo vista la viscosità della mia pelle, mi accingo alla settimanale escursione in solitaria per la cittadina.

Prima tappa El Corte Inglés, la più famosa catena di grandi magazzini della Spagna. Io mi chiedo, perchè il luogo che rappresenta la Spagna da un punto di vista commerciale si chiama “il taglio inglese”? Misteri del marketing.

Qui, in questi meandri glaciali (aria condizionata sui 10 gradi), è possibile avviare interessanti ricerche, nonché studi comparati sui comportamenti di gruppi etnici in via d'estinzione e popolazioni barbariche moderne.

1 PIANO

Sezione A : Accessori e bigiotteria. Ohhhhhh (espressione di vivo stupore che credo sia stata notata da circa i ¾ dei presenti), accanto a me c'è un esempio di un'etnia, da tempo creduta estinta; il soggetto in questione sembra avere gli occhi chiusi, non si muove, il capello rosso mogano con sfumature arancione pelo di volpe rimanda riflessi accecanti. Probabilmente si tratta di individuo mummificato e dimenticato al centro della sala durante osservazione contemplativa di una nota marca di orologi d'oro. Della serie un diamante è per sempre, tu no.

Sezione B: cartoleria. Tra penne, matite e pennelli, mi scontro con un N.A.S.O, o meglio con una N.A.S.A, vuoi perché l'orpello che la circondava era di sesso femminile, vuoi perchè, se fosse stata dotata di propulsori avrebbe potuto raggiungere con estrema facilità la stazione spaziale Mir. Il marito, Neil Amstrong, scrutava goniometri e compassi. Nella vita, tutto è questione di misure.


2 PIANO

Sezione accessori per la casa: l'apoteosi del dramma sociale. Un incontro tra il più profondo integralismo e la più eccessiva trasgressione: due ragazze lesbiche, mano nella mano, alla ricerca di una nuova lavatrice per arredare il loro nido d'amore; donna velata con palandrana che sfiora il suolo, sempre in zona lavatrice. Una sfida impari. Scambio di sguardi. Provocatori quelli delle lesbiche, pieni di inibita curiosità da persona eccessivamente controllata, quelli della donna velata (l'ondeggiare della garza medica che le copriva il volto, in questo caso, valeva come sostituto degli occhi). Immagino un'ipotetica conversazione tra le tre:

Lesbiche: (vox comune) tu, in confidenza... l'hai mai provato l'orgasmo?"

DonnaVelata: “No no, io mi trovo bene col Dash!"


3 PIANO

Sezione abbigliamento: lady HappyHippo (happy perché aveva un viso simpatico, hippo perché aveva un sedere al plasma, 72 pollici piatto), indossa pantacollant bianchi e maglia a righe orizzontali bianche e blu stile mozzo da vascello (anche se avrebbe potuto interpretare il ruolo dell' ancora). La signora era alla ricerca di un'imbracatura intima per cetacei.

4. PIANO

Sezione alimentari. Zona latte, latticini e yoghurt, alla ricerca di qualcosa che non contenesse lattosio, causa grave intolleranza (io che facevo colazione con un container di latte). Mentre mi sottopongo alla tortura alimentare, vengo urtata da Miss Quatro steline... quatro paperele... quatro gatini.., ovvero, la perfezione fisica che sposa il degrado cerebrale. Della serie un culo che parla...ma solo quello. Le ho chiesto se sapesse dove trovare prodotti a base di soja. Mi guarda con fare interrogativo, consulta il suo personale database (quatro steline... quatro paperele... quatro gatini..,), mi dice che non lo sa (ma va?). La mia era solo una prova, davanti a me il ripiano desiderato: ecce yomo disse il lactobacillo. Se ne va con passo felino (quatro steline... quatro paperele... quatro gatini...).

Mi sono risparmiata il 5 piano e le altre sezioni. Troppe esperienze in una sola mattinata.

Il prof

La mia inusuale vocazione per gli incontri depauperativi (depaupe che?Questa volta ho osato..), mi offre di tanto in tanto esperienze ottico-emozionali che sfiorano a tratti quelle di “Ai confini della realtà”.

Devo solo uscire di casa, piena del mio desiderio di conoscenza e soprattutto con la ferrea convinzione di farmi un 360 gradi di affari miei, che si immettono sulla mia strada singolari esseri antropomorfi, dalla fisicità alquanto bislacca e dalle capacità mentali di chi, per qualche strana ragione è stato, con molta probabilità, sottoposto ad una lobotomia.

LUOGO: Uscita del supermercato. Busta alla mano con pane appena sfornato, qui a qualsiasi ora sembra che sfornino pane, latte di soja, succo all'arancia, origano, melanzane.

OGGETTO: tentato abbordaggio.

PROTAGOINISTA: Il Prof. maschio, etero, nazionalità britannica, età approsimativa 35 portati male, molto male, diciamo 45 portati bene, altezza media, peso sui 70kg, aria da artista engagé, espressione da quantosonobuonomasottosotto.

Prova ad attaccare bottone, con un ¡HOLA!. Faccio finta di non sentire. Dopotutto era la mia mattinata da 360. Non contento, mi raggiunge, bussando con un dito sulla mia spalla.

¡HOLA! ¿QUE TAL? (da qui scriverò in italiano per facilitare la comprensione)

Salvietta: Bene Grazie.

Prof: Di dove sei?

Salvietta: Italia, di Roma (non mi andava di essere educata e non gli ho risposto con un cordiale e tu?)

Prof: Io sono neozelandese, cresciuto tra Londra, Dublino e Bordeaux bla bla.....sono un Prof di inglese ma dal momento che vivo qui do anche lezioni di spagnolo bla bla bla

Salvietta: Davvero? (allora torno a casa, mi faccio la doccia, mi ritocco i peli, penso al menu della sera mentre mi guardo Friends, ah Ross e Rachel si sono appena lasciati...) Interessante!

Prof: Mi piacerebbe fare uno scambio, io ti insegno lo spagnolo e tu mi insegni l'italiano.

Salvietta: (pausa, I'll be there for you ta ta ta ta ta) ehmmmm io lavoro (ta ta ta ta ta) non ho tempo per le lezioni (ad ottobre inizierò un corso...)

Prof: Ah comunque io sono anche un artista, vendo le mie piccole opere al mercato del sabato. Perchè non mi dai il tuo numero di cellulare?

Salvietta: Guarda, ho solo il numero italiano (la mamà mi ha dotato di telefonino e scheda, ora come ora vado in giro con 3 cellulari), non converrebbe ad entrambi (mamma mia sono proprio brava, il mio spagnolo migliora di giorno in giorno)

Prof: Allora ti lascio il mio.

Salvietta: Si. Dimmi (uh...che belle scarpe in quella vetrina, dopo ci passo).

(detta numero) Ah ah, si, ah ah, 3, 4,4, ah ah (9.99 euro sono mie!) perfetto.

Prof: Chiamami al più presto, anche oggi pomeriggio.

Salvietta: SIIIII, va bene..encantada de conocerte (Adios belloooo!)

Cancella numero.

venerdì 7 settembre 2007

Mater familias

Osservare la fauna che mi circonda, annotando opportuni commenti sul comportamento anomalo che alcune specie di Homo Sapiens adottano in determinate situazioni è sempre stato un mio pallino.

Se non altro un modo per non annoiarmi.

Ho recentemente scoperto una riserva faunistica che merita di essere annoverata tra i luoghi più interessanti di Palma. Chiamasi “el parque de Sa Faxina”, altresì conosciuto nell'italico idioma come parco giochi.

Famoso per essere considerato un locus amoenus per i piccoli cuccioli d'uomo è in realtà un'esposizione permante, una sorta di pinacoteca di genitrici dalle più svariate fogge.

Sono riuscita a catalogare diversi esemplari:

MAMMA STANDARD = mamma standard. La conosciamo tutti, è LEI, può cambiare nazionalità, lingua, fattezze fisiche, geometria della sculacciata (simmetrica rispetto l'asse y chiappasinistra, antisimmetrica rispetto l'asse x chiappadestra), ma la sostanza permane. Si muove con scioltezza tra gli ostacoli del parque inclusi gli scontri con la specie affine, non dimenticando mai di portare la merenda per il suo cucciolo. Esemplare in estinzione.

MAMMA FOBICA= mamma rompicoglioni. “Non toccare quello, non giocare con la sabbia, non salire sullo scivolo perchè potresti essere risucchiato da una voragine che misteriosamente si aprirà nel momento in cui toccherai terra, le catene dell'altalena potrebbero accidentalmente staccarsi facendoti schizzare via come un MiG, il girello raggiunta la velocità di 88km orari potrebbe farti compiere un salto temporale e tu non hai la Delorian per il ritorno...

Si riproduce solo in luoghi sterili.

MAMMA CASALINGAMACCHEMENEFREGAAME= mamma fitness. Smollo il pargolo e vado al corso di spinning che sento già che il gluteo mi si affloscia.

Sconsigliata la riproduzione.

MAMMA ZEN= madre natura. Pratica yoga, si cura con la medicina ayurveda, segue una dieta vegan per bilanciare il suo ying e il suo yang, cura il suo karma con esercizi per i chakra, seguace del buddhismo vedanta, del taoismo zhengyi, dello scintoismo vattelapesca, arreda la propria casa con il feng shui. Il tutto non capendo un'emerita ceppa.

Pratica sesso tantrico; cresce il frutto di cotanto sforzo in sintonia con la natura: allo stato brado.

Sovente viene registrato all'anagrafe come Tarzan.

MAMMA WONDERWOMAN(silepiacerebbe...)= mamma manager. Veste Prada, Armani, Donna Karan, ha l'orecchio perennemente attaccato al cellulare, si muove a scatti su tacco 12, segue la dieta a punti della Weight Watchers, staziona nel bar adiacente al parco sorseggiando un caffé con l'aria del “vaffanculo sono in ritardo e devo perdere il mio tempo in questo posto di merda, domani ci viene la tata”.

Si riproduce per caso.


E poi...c'è lei, il mio mito, un esemplare unico, inconfondibile, frutto di un ibridazione anomala cui gameti sono tutt'ora ignoti.

MAMMA SERGIO IAPINO. Semplicemente Sergio. Identica. Aspetto il momento opportuno per immortalarla con sua figlia, la piccola IAPY. A breve sarà presente un' adeguata documentazione fotografica. Origini britanniche, sposata con un mallorquino, fiera e regale nel suo scagliarsi contro le altre mamme e i loro bimbi viziati.

E'diventata il mio mentore, anche perché tra straniere in terra ostile ci si capisce.

ElRubio, dopo il primo momento di comprensibile terrore, è diventato amico della piccola Iapy.

Lei sembra gradire.

giovedì 6 settembre 2007

La lunga notte

H. 20:30 Los padres escono di casa, destinazione concerto all'aperto di una nota cantante spagnola della quale mi sono perdutamente innamorata per colpa della mamà che, in una delle nostre lunghissime chiacchierate ha provveduto a farmi conoscere. Prima rosicata.

Prendo ElRubio e con una mirabolante acrobazia da vera circense riesco ad istallarlo sul seggiolone, tipo Foppapedretti, peso 250kg, altezza un 1m.20. Il difficile è stato avvicinare l'accrocco al tavolo da cucina. Astuta come una volpe svizzera piazzo sul pianale del seggiolone n.1. La SMA. n.2. Una macchinina verde. Alla domanda fatidica del “como se llama” ho prontamente risposo Porsche, sebbene la suddetta somigliasse più ad una lamborghini. Il nostro parco macchine si è quindi ampliato: alla SMA si è aggiunta la POR.

Soddisfatta per la trovata, lascio ElRubio in contemplazione e mi accingo a riscaldare la cena. Passato di verdure, una babbarozza semiliquida nella quale galleggiano pezzi di patate, pisellini e carote non sufficientemente sminuzzati dal mini-pimer, condite con circa 33cl. (quantità a norma di una lattina) di olio extravergine d'oliva (specifico perché qui usano vari tipi di olio, e rimando alla sezione ricette o cucina...che ancora devo aprire) Colore: verde hulk. Lascio all'immaginazione eventuali osservazioni sugli effetti lassativi del purgante della Valle degli Orti...spagnoli.

Un ricordo comincia a martellarmi la testa:

AI BAMBINI BUONI: LA DOLCE EUCHESSINA. (A QUELLI CATTIVI: CHE SPINGANO!)

La tv, ha effetti deleteri sulle giovani menti.

ElRubio è l'unico bambino che conosco a cui piacciono le verdure, riesce ad ingurgitare a tempo record due piatti di passato. A me restano numero 3 cucchiaiate e svariate macchie sulla maglia; a volte ElRubio non riesce a portarsi le posate alla bocca senza farle rimbalzare sul Foppapedretti e quindi, per le leggi della fisica, dritte sui vestiti delle persone che lo circondano.


H. 21.15 Inizia il calvario. Dopo aver lavato faccia, mani, denti, messo il pigiama, preso il peluche molliccio che puzza di bava, riscaldato il latte, ci accingiamo alla tanto attesa (da me), NANNA.

FASE 1: LA PERSUASIONE
il pargolo sembra (e sottolineo sembra) dare segni di cedimento (occhi rossi, sfregamento degli occhi, coordinamento motorio ridotto al minino e relative rovinose cadute, piagnucolio insistente). Comincio a lavorarlo ai fianchi con frasi del tipo:
"amore...non hai sonno?

"NO"
"andiamo ad accendere la luce con le stelline in camera tua?"

"NOOO"
“leggiamo un libro?”

"NOOOOOOOOO"

FASE 2: IL CONVINCIMENTO SUBDOLO

“Ci portiamo la SMA?”

“SI”


H.2130

Siamo a letto. Leggo un libro che ha come protagonisti una tartaruga, una zebra, un leone, una giraffa, un elefante, una volpe e un topo, la luna. 7 volte.

H.22.15 ElRubio, stremato ma vigile non cede. L'occhio traballa, nicchia,vibra ma è come se avesse degli stecchini piazzati sotto le palpebre. Mi chiede di leggere un altro libro.

H.23.00 Ho letto il libro dei colori 4 volte. Lui, placidamente sdraiato sul letto sta per cadere tra le braccia di Morfeo, e anche io. Squilla il cellulare spagnolo. Io faccio un salto alla Fiona May, lui scoppia in un pianto dirotto.

MAMA': Salvietta come va, dorme?

SALVIETTA: NO

MAMA': Come! Ancora no?

SALVIETTA: NO

MAMA': Come mai?

SALVIETTA: Non lo so (azzo chiami con il cellulare!!!)

MAMA': Comunque tra poco siamo a casa.

H.24.00 Adotto tattica ninna nanna. Visto che le tradizionali nenie non sortiscono nessun effetto, all'ennesimo “Che cosa c'è?”, assumo l'espressione alla Gino Paoli e comincio a cantare “Che cosa c'è, c'è che mi sono innamorato di te”, vi risparmio il seguito. DORME!

Grazie Gino!

Nota. Litigata con GG perchè non avevo risposto agli SMS. Che bella serata.

domenica 2 settembre 2007

Per un naso c'è solo un dito, il tuo

Chi non l'ha mai fatto? Chi non si è mai dedicato all'esplorazione scopo pulizia, passatempo, curiosità, sport, del ben noto orifizio nasale? Sento cori borbottanti un “io?Giammai!”

Ognuno, in coscienza, conosce la verità.

Se poi il vostro Super-Io ha provveduto a rimuovere la pratica, ricordate che i ricordi rimossi risedenti nell'Es tendono spontaneamente a tornare alla coscienza, ma, dato che ciò risulterebbe sconveniente per la stabilità psichica del soggetto, il vostro equilibrio mentale risulterà seriamente compromesso.

Freud era un grande filosofo.

Reprimere non serve.

Da qui un consiglio: posto che l'arte dello scaccolarsi è una capacità appresa dall'uomo fin dall'alba dei tempi, antiche pitture rupestri ritraggono allegri banchetti durante i quali i conviviali amavano scaccolarsi allegramente in compagnia, da cui il detto "chi non si scaccola in compagnia o è un ladro o una spia", mentre al giorno d'oggi è una pratica spesso svolta in solitudine o al riparo degli sguardi altrui, onde evitare di essere esposti al pubblico ludibrio, cercate di seguire le seguenti regole, da me elaborate a seguito di uno studio accurato:

  1. IL LANCIO. a) Non tirate le caccole dopo l'estrazione, cercate di riporle discretamente in un fazzolettino di carta. b) In casa evitate l'effetto murales: le caccole non sono le stelline luminescenti che si attaccano al muro, se colpite dalla luce, non la assorbono, quindi non la rifraggono.

  2. GALATEO. Dopo l'estrazione, non attaccate le caccole estratte sotto un tavolo o una sedia, specialmente se il tavolo o la sedia non sono di vostra proprietà, potreste imbattervi in caccole altrui già precedentemente depositate. E in ogni modo non è elegante.

  3. ANIMAL INSTINCT. Non mangiate le caccole, e se proprio dovete non offritele prima al vicino credendo di fargli un atto di cortesia.

  4. DONNE. Maschi annotate: le donne non si scaccolano, MAI. Ricordatevi che le donne non fanno "certe cose" o almeno sono abili nel mascherarlo. Non parlate di igiene nasale in presenza femminile, e tantomeno non usate l'argomento per un approccio di tipo amoroso.


Ora, prima di passare all'evento che ha scatenato questa riflessione, leggetevi questo http://forum.diodati.org/messaggi.asp?f=3&id=1926 , e scoprite se siete affetti da rinotillexomania, quindi se di fatto potete considerarvi degli scaccolatori patologici.

Vengo a bomba.

Ho recentemente notato che ElRubio si dedica con costanza e puntualità, solitamente la mattina appena sveglio e dopo pranzo (come dire...non potendo bere caffè, si trovano delle alternative) all'ispezione certosina del suo piccolo nasino. Le abitudini sono abitudini, i vizi son vizi, e lui da perfetto italo-spagnolo non smentisce le sue origini.

Osservare ElRubio in esplorazione è stata un'esperienza edificante.

Oltre ad essere testimone della veridicità delle teorie darwiniane, ho inaspettatamente appreso che la pratica in questione richiede tecnica e impegno, coordinazione e allenamento.

Il suo dito indice, come uno Shuttle, esplora l'universo sconosciuto in cerca della cometa Hale Bopp. Una volta trovata e catalogata, provvede a documentare l'evento con grida di gioia e ad archiviare il campione X prelevato sul supporto Y a lui più vicino.

Riparte poi per altre mirabolanti avventure, alla ricerca di detriti e meteoriti che la cometa ha trascinato dietro di sé.

Ad operazione conclusa, congratulatosi con se stesso, esibisce la scoperta agli astanti, per poi manifestare la sua magnanimità offrendo loro lo strumento causa di cotanta gioia.


“No grazie tesoro ho il mio” (Non sapevo veramente che dire)

Insiste.

“Amore il tuo è piccolino vedi?” (continuo a sparare minchiate)

Osserva.

Insiste di nuovo.

Mi guarda come se fosse stato folgorato da una mistica rivelazione, si ferma.

Riparte in esplorazione, DEL SUO.


Come imparano in fretta i bambini.